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Vedere la musica: la sinestesia inversa di Stef 5k

COLORAMA, o come si traduce un colore in frequenza

Giuseppe De Santis
stef5k

La musica e l’arte esprimono emozioni difficili da tradurre in parole, rendendo visibile ciò che è interiore e astratto. Wassily Kandinsky, ispirato dalla musica, trasformò le sensazioni sonore in pittura con la serie Composizioni. Questo approccio richiama la sinestesia, la capacità di percepire un legame tra suoni e colori, traducendo l’esperienza musicale in immagini.

Il processo inverso

A Milano, un artista sembra partire dalla stessa intuizione per proporci il processo inverso. Se Kandinsky cercava di trasformare la musica in immagine, Stef 5k tenta di tradurre l’immagine in frequenze sonore. Con il suo ultimo progetto COLORAMA, interamente scritto e prodotto dall’artista, attingendo al mondo urbano che lo circonda e alla propria visione personale, costruisce un album che assomiglia più a una tela astratta che a una semplice raccolta di brani, dove ogni traccia sembra corrispondere a una precisa sfumatura cromatica.

Un quadro sonoro caotico ma coerente

L’influenza musicale fondamentale è rappresentata dalla black music nel suo spettro più ampio, dall’hip-hop alla disco degli anni Settanta e Ottanta, passando dal funk e dal soul più moderno, che contribuisce a creare un quadro sonoro caotico ma coerente, fatto di tonalità vibranti, saturazioni intense e contrasti marcati. Suoni alti e taglienti, come quelli di una drum jerk presenti in PsyOps e Non sembro io, rendono le tracce più luminose e calde; al contrario, atmosfere introspettive, basi lente e scure come Alfiere, e linee vocali influenzate dal soul come Stare bene, evocano immagini più fredde e profonde.

Un immaginario da primi anni Duemila

Anche l’artwork, realizzato dallo stesso artista, contribuisce a rendere visibile questo immaginario: un universo colorato, sproporzionato e surreale che richiama le pubblicità di Nickelodeon dei primi anni Duemila. È un’estetica che riporta nostalgicamente a un periodo in cui il mondo sembrava più acceso, giocoso e imprevedibile. In questo contesto emerge anche una forte sensibilità per la direzione artistica, che per sound e vibe dei progetti può ricordare un giovane Pharrell Williams nel pieno della fase di esplorazione dei linguaggi sonori.

Come in un dipinto astratto

Come in un dipinto astratto, non è sempre necessario riconoscere immediatamente ciò che si sta osservando: ciò che conta è la sensazione che emerge dall’insieme. In questo senso, COLORAMA non chiede soltanto di essere ascoltato.

Non chiede soltanto di essere ascoltato, ma anche di essere immaginato.
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